e volessi conquistare una donna, le manderei un fiore, uno solo, glielo manderei al lavoro, così le regalerei un sorriso inaspettato. Non sarebbe una rosa, forse un girasole, un tulipano o un'orchidea bianca.
Qualcosa di luminoso, colorato e trasparente e che profumi senza stordirla, che preluda all'incontro.
Tra la rafia che lega il fiore scriverei un biglietto, "Passo stasera alle nove, mettiti il vestito che pensi possa piacermi tanto".
La lascerei sognare senza mai chiamarla per tutto il pomeriggio, l'accarezzerei col pensiero senza mai toccarla.
Mi vestirei sobrio, ma elegante, lascerei la barba appena accennata e i capelli al naturale. Niente dopobarba, voglio che mi annusi, che mi senta.
Passerei cinque minuti in ritardo, non uno di più, non uno di meno, le aprirei la porta sorridendo e la osserverei a lungo, mangiandomi i particolari.
La porterei in un locale speciale, dove mi hanno riservato un tavolo appartato, dove le voci arrivano ovattate, giusto per non sentirsi soli.
Farei l'amore con lei da subito. Con gli occhi, con le mani, attraverso cibo e vino. Coltiverei la sua bellezza, la sua femminilità nascosta, la lascerei uscire senza prevaricarla, per gradi.
Ascolterei le sue parole e più ancora cio' che nascondono, disegnerei linee immaginarie sulle sue curve, prima col pensiero, poi coi polpastrelli, leggeri ma invadenti, arroganti in mezzo alla gente..
L'ascolterei sussultare e scandalizzarsi, solo allora pagherei velocemente il conto e me la porterei via nella notte, i suoi occhi incollati ai miei, la sua bocca avida, ormai, come la mia..